Quentin Blake per Mathilda di Rohald Dahl

lunedì 14 maggio 2018

Quando nascesti tu stella lucente


Mobili che scompaiono nel pavimento o rientrano nelle pareti dopo l'uso, abiti che stabiliscono con il corpo il giusto grado di protezione da caldo e freddo, cibi sintetici che riproducono i gusti originali ma si presentano sotto altre forme. Nessun oggetto. Nessun libro, il loro contenuto è raccolto e riprodotto da un'imponente ipnobiblioteca. Nessuna emozione. Nessuna memoria per i sopravvissuti al "Grande Disastro", vivono sotto una cupola progettata per salvaguardare la vita degli umani sulla terra, ma la terra non è più quella che conosciamo nel 2346. 
In un libro che induce un forte senso di spaesamento e affolla domande su domande nella nostra mente, Nadia Tarantini descrive un futuro apocalittico. Romanzo distopico, Quando nascesti tu stella lucente, se proprio si desidera incasellarlo in un genere, in cui la narrazione avviene attraverso gli stessi protagonisti e mediante brani esplicativi - interludi - che gettano una luce su quanto è accaduto in passato o sta accadendo, e correggono l'interpretazione di chi legge o la indirizzano verso una migliore comprensione. Si immagini di essere in un contesto affollato qualsiasi e ascoltare, nello stesso momento,  il dialogo fra i presenti e i loro pensieri inespressi, senza sovrapposizioni, con punti di vista diversi, obiettivi diversi, strategie d'azione diverse. L'autrice utilizza questa tecnica narrativa spiazzante per riprodurre la complessità di un  mondo sideralmente lontano da noi quanto a negazione delle libertà individuali e abitudini di vita. Si pensi alla gratificazione del ricordo, al suo potere taumaturgico. Si pensi alle emozioni che colorano e danno spessore alla nostra vita, in positivo o meno. Si pensi alle speranze, alle passioni. Niente di tutto questo sotto la cupola, ma noi lettori e lettrici, ci contorciamo e struggiamo perché Tarantini fa risuonare tutte le nostre corde sensibili, dagli interrogativi sul destino del pianeta alla finitezza della vita, dall'invecchiamento con i suoi corollari  alla separazione mente-corpo, dall'emarginazione dei diversi all'accoglienza, dal reale al virtuale, dal bisogno al desiderio.
Il racconto si apre nel momento in cui i trentenni della prima generazione, dopo il "Grande Disastro" del 2127, dopo diciassette ibernazioni volte a preservarne giovinezza e salute, devono compiere la "Scelta". Devono decidere se il loro cervello possa essere espiantato e posto in un "Cubo" per garantirgli la vita eterna, oppure accettare la fine della propria vita, l'invecchiamento e la morte. La "Scelta" deve compiersi, ma sopraggiungono dubbi, resistenze, conflitti anche tra gli scienziati che dirigono il "Progetto di salvaguardia della vita". È una ragazza, Marcela, a guidarci nei meandri di questo universo, corre alla ricerca di risposte, fa esperienze di memoria, sebbene pilotate, vive la separazione dal suo compagno, la frustrazione di una maternità negata e prende iniziative non programmate.  In un quadro disarmante dove i singoli contano poco o nulla, l'autrice ci  regala una speranza legata alle donne, alla loro grande capacità di saldare corpo e mente, di progettare l'impossibile con generosità, salvando emozioni e memorie, e riesce a  governare saldamente attenzione e curiosità  fino a un  finale non scontato.


Quando nascesti tu stella lucente, Nadia Tarantini, L'Iguana editrice, 2017.
Nadia Tarantini è stata giornalista per oltre vent'anni de L'Unità, si è poi dedicata all'insegnamento e continua la sua attività con corsi e laboratori nelle scuole e nelle università. Ha pubblicato alcuni libri di inchiesta, manuali sulla scrittura,tra cui  Laboratorio di scrittura. Come lavorare nella comunicazione e migliorare il proprio stile, FrancoAngeli, 2004, e un romanzo-saggio sulla salute Il risveglio del corpo (Iacobelli editore, 2011).